Superare il lutto ok - ZeroAnsia

Vai ai contenuti
SUPERARE IL LUTTO



 Il dolore è umano, è inevitabile e spesso è improvviso.
  Che cosa accade nel lutto?
 Quando perdiamo una persona cara, siamo investiti da un’ondata di emozioni così forti che sembrano schiacciarci e farci perdere la direzione. Sappiamo benissimo che la morte esiste, eppure, il dolore della perdita è lancinante ed è sempre un’esperienza nuova.
Le fasi
 Se pensiamo ai nostri vissuti di lutto o ai vissuti di altri che abbiamo potuto osservare da vicino, notiamo come sia possibile rintracciare delle fasi del processo di elaborazione della perdita.
 Il contributo pionieristico della psichiatra svizzera Elisabeth Kübler Ross può aiutarci a fare chiarezza. Dalla sua esperienza vissuta accanto ai malati terminali, la Kübler Ross si accorse della presenza di cinque fasi, e non stadi, come erroneamente si sente spesso dire. Le fasi osservate dalla psichiatra sono le seguenti: il rifiuto, la rabbia, la negoziazione o il patteggiamento, la depressione e la fase di accettazione.
 Perché fasi e non stadi?
 Perché non seguono un ordine prestabilito. Ognuno di noi può passare da una fase all’altra senza dei tempi fissi e cadenzati.
 Cosa comprende il “lutto”?
 Il lutto, dal latino lūctus -us, derivazione di lugere, che significa «piangere, essere in lutto», non comprende solo i lutti fisici di persone a noi care.
 È un lutto una qualunque perdita dolorosa. Quando ci troviamo di fronte alla morte dei nostri amati animali domestici, quando finisce una relazione sentimentale per noi importante, quando ci viene diagnosticata una malattia invalidante che ci costringe a modificare le nostre abitudini di vita, quando perdiamo un oggetto prezioso che per noi ha un forte significato affettivo, quando perdiamo il lavoro, quando dentro di noi muore un’ideologia, quando un evento traumatico altera l’immagine che abbiamo di noi stessi.
 Che cosa accomuna queste situazioni?
 Sentiamo che abbiamo perso il controllo della situazione, dobbiamo fare i conti con la nostra fragilità e con la nostra impotenza. Iniziamo a chiederci: “perché proprio a me?” “perché proprio adesso?”.
 Come ne usciamo fuori?
 Ognuno di noi elabora in modo del tutto personale questa sofferenza e necessita di tempi più o meno lunghi. Essi possono variare a seconda delle risorse che abbiamo a disposizione, del contesto in cui viviamo, della cultura a cui apparteniamo, della prevedibilità della perdita, degli aiuti e del sostegno di chi abbiamo intorno, delle circostanze che hanno portato all'evento luttuoso.

Il tempo da solo non basta: bisogna vedere come questo tempo viene vissuto, quali risposte costruttive riusciamo a mettere in moto. L’unico modo per superare il dolore è attraversarlo, vivendolo fino in fondo. Fare esperienza del dolore equivale al predisporsi alla crescita.



 

Quando sentiamo di non farcela da soli, non vergogniamoci di chiedere aiuto.
 Chiedere aiuto è un atto di coraggio e di amore verso noi stessi e verso coloro che ci sono accanto.
 La consulenza e un eventuale accompagnamento di uno psicologo può permettere alla persona di:
 ·        capire che cosa gli sta accadendo;
 ·        fare chiarezza;
 ·        comprendere quali sono gli strumenti che ha a disposizione per superare questo momento;
 ·        stabilire delle strategie da mettere in atto per ripartire.

Questo percorso può essere individuale o coinvolgere la coppia o la famiglia a seconda delle diverse necessità.
 
Torna ai contenuti