Dissonanza cognitiva - ZeroAnsia

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DISSONANZA COGNITIVA


Se ci sentiamo così combattuti, ad esempio, sul rispettare l'impegno dell'andare in palestra oppure no, come è possibile che dopo aver deciso di non andare ci sembra che non potevamo fare diversamente?
Come mai prima siamo così in dubbio e invece dopo aver scelto ci vengono in mente solo conferme della nostra scelta?


Vi è mai capitato?

Si tratta di un fenomeno noto con il nome di DISSONANZA COGNITIVA, esposto da Festinger negli anni '50.

Secondo questa teoria la nostra mente avrebbe un meccanismo incorporato per cui la consapevolezza dell'incoerenza fra atteggiamenti, credenze e altri contenuti darebbe origine a una fastidiosa sensazione di dissonanza, o mancanza di armonia. Così come la spiacevole sensazione provocata dalla fame ci induce a cercare cibo, allo stesso modo la sensazione di disagio provocata dalla dissonanza cognitiva ci motiva a cercare un modo per risolvere le contraddizioni o eliminare le incongruenze tra le nostre cognizioni.

Al pari di tutti gli altri meccanismi psicologici, anche questo non sempre funziona in modo adattivo e può portare a cercare soluzioni illogiche e disadattive, proprio come la fame può portarci a mangiare cose che non ci fanno bene. Ad esempio le persone, poste di fronte ad una scelta, il più delle volte propendono per quella che ritengono porterà conferme alle loro convinzioni già esistenti. Infatti un modo per evitare che si crei una dissonanza è non esporsi a situazioni in cui potremmo scoprire fatti o idee in contrasto con le nostre opinioni.

È per lo stesso meccanismo che dopo aver compiuto un'azione a seguito di una nostra decisione, diventiamo immediatamente più sicuri della scelta fatta, sicurezza che non dipende dall'aver eventualmente acquisito nuove informazioni: ogni eventuale dubbio ancora persistente entrerebbe in dissonanza con la consapevolezza dell'azione compiuta, per cui si mette da parte, ed anche eventuali informazioni di disconferma ci possono indurre a rafforzare maggiormente le nostre convinzioni nella credenza.

Questo è con molta probabilità uno dei meccanismi alla base degli atteggiamenti messi in atto in questo periodo dai cosiddetti "negazionisti" i quali evitano di esporsi a notizie che entrerebbero in conflitto con le loro idee e anche quando questo accade, il risultato è che si chiudono ancor più nelle loro credenze convincendosene maggiormente; con effetti, in questo caso, molto preoccupanti e dannosi.

La dissonanza cognitiva alimenta la nostra tendenza ad autogiustificarsi: è più semplice e veloce aggiungere elementi a favore della nostra azione/scelta e a sfavore dell'opzione scartata, piuttosto che cambiare l'ambiente, cambiare il comportamento o cambiare le convinzioni. È quello che già Esopo ci aveva raccontato nella sua favola quando la volpe non potendo arrivare a mangiare l'uva disse che era acerba.

 La dissonanza cognitiva è quindi sempre nociva? No, ma è bene conoscerne i meccanismi per saperla riconoscere in noi stessi e negli altri.

dott.Giorgia Colombi - cell: 3281784164
e_mail: dottoressa.colombi@zeroansia.it
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