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AUTISMO




Le conoscenze sull’autismo sono in continua evoluzione, quindi quando parliamo di autismo, in realtà, ci troviamo di fronte ad una vasta gamma di sintomi biologicamente determinati e a vari livelli di gravità, più correttamente definiti come Disturbo dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorder, ASD). I primi segni del disturbo si verificano entro i due anni di vita e la diagnosi spesso può essere effettuata entro i trenta mesi.
 
Pur nelle differenti manifestazioni cliniche e sintomatologiche, le caratteristiche tipiche del ASD si riferiscono principalmente a due aree: deficit nella comunicazione e nell’interazione sociale; comportamenti e interessi, ristretti e ripetitivi.
 
Cosa significa nello specifico?
 
Per deficit nella comunicazione sociale si intende una difficoltà nella produzione del linguaggio, che può essere assente, limitato a poche parole o esagerato e meticoloso; una difficoltà di comprensione del pensiero altrui e una gestualità o movimenti facciali come lo sguardo che non seguono le variazioni nel ritmo comunicativo. Le persone con diagnosi ASD possono interpretare il linguaggio in maniera letterale, non cogliendo le sfumature come l’ironia, le metafore o i giochi di parole. Questa difficoltà comporta, di conseguenza, un’interazione sociale deficitaria: contatto oculare sfuggente, mutismo occasionale, deficit nell’espressione e nella comprensione delle emozioni, carenza di un dizionario sociale che permette di decifrare il codice delle relazioni, come un occhiolino, un sorriso complice, un volto accigliato.
 
La seconda dimensione fa riferimento alla presenza di movimenti stereotipati o ripetitivi, (ad esempio, l’utilizzo degli stessi oggetti), alla aderenza inflessibile a routine non funzionali, agli interessi ristretti e fissi e all’iper o ipo-reattività a stimoli sensoriali o inusuali interessi ad aspetti sensoriali dell’ambiente. Spesso le persone con autismo desiderano fortemente una routine rigida e sono estremamente disturbate e spaventate se si verificano deviazioni, perché uno stile abitudinario risulta tranquillizzante e prevedibile. Movimenti ripetitivi, come il flapping, sfarfallamento delle mani, o l’intenso interesse per le parti di un oggetto, come il far girare le ruote di una macchinina o guardare gli stessi video su youtube, sono comportamenti tipici delle persone con ASD.
 
Quali interventi possibili?
 
Secondo le linee guida SINPIA, che derivano da un’analisi rigorosa di studi scientifici delle più recenti pubblicazioni internazionali in vari ambiti, tra gli interventi comportamentali più efficaci per migliorare la qualità di vita dei soggetti con diagnosi ASD rientrano quelli basati sull’Analisi del comportamento applicata (ABA - Applied behaviour analysis). L’ABA è un approccio educativo individualizzato, progettato in accordo con i bisogni della famiglia e con le altre figure educative di riferimento, nel rispetto delle caratteristiche e potenzialità della persona con autismo, sotto la continua supervisione di professionisti specializzati. L’ABA mira a potenziare le abilità linguistiche e sociali, le autonomie personali, lo sviluppo cognitivo e motorio, le abilità pre-lavorative. Si pone l’obiettivo di diminuire i comportamenti problematici a favore di comportamenti adattivi necessari per la salute e il benessere delle persone con diagnosi dello spettro autistico.
 
 
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