9. DSA - ZeroAnsia

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DSA



 Il termine DSA ha avuto negli ultimi anni un'enorme diffusione, diventando una parola di ampio utilizzo, sia nell'ambito scolastico che al di fuori, e sono numerosissimi i genitori che hanno dovuto imparare a familiarizzare con esso. Ma cosa significa? Cosa sono i DSA?
 
Con l'abbreviazione DSA si fa riferimento ai Disturbi Specifici di Apprendimento, ovvero un gruppo eterogeneo di disordini che si manifestano con significative difficoltà nell'acquisizione e uso delle abilità di comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura, ragionamento o matematica. Questi disordini sono intrinseci all'individuo, presumibilmente legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale e possono essere presenti lungo l'intero arco di vita.
 
Tale descrizione si rifà alla definizione "Learning Disabilities" (LD), comparsa  solo nel 1988 negli USA e formulata dal National Joint Committee on Learning Disabilities. Nel 2007 un gruppo di esperti italiani si è riunito nella Consensus Conference per confrontarsi su definizione, criteri diagnostici ed eziologia dei disturbi specifici dell'apprendimento, è da tale confronto che è emerso un documento condiviso e validato che fornisce il quadro di riferimento nazionale sulle procedure e gli strumenti d'indagine diagnostica, nonché sull'epidemiologia, la comorbilità e sulle strategie di intervento. L'attenzione a questa categoria di disturbi è testimoniata dalla promulgazione della legge 170 dell'8 ottobre 2010 che riconosce la definizione dei DSA e stabilisce una serie di indicazioni volte a garantire il diritto all'istruzione dei bambini che presentano tali disturbi, a favorirne il successo scolastico e promuovere lo sviluppo delle proprie capacità in diversi ambiti.
 
Tale legge, accogliendo quanto emerso dal dibattito della Consensus Conference, definisce i DSA come disturbi che si manifestano in presenza di un adeguato livello intellettivo, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, e che possono costituire un'importante limitazione per alcune attività della vita quotidiana.
 
Rientrano in tale macrocategoria dei disturbi specifici di apprendimento:
 
·        La Dislessia: disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura. Le persone con dislessia faticano a leggere in modo accurato e fluente, per cui tali difficoltà spesso possono ripercuotersi sullo sviluppo del vocabolario personale e sulla comprensione del testo.
 
·        La Disortografia: disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica. È il disturbo che coinvolge la compitazione, e si manifesta per una marcata e persistente tendenza a commettere errori di ortografia di tipologia e numerosità diversa.
 
·        La Disgrafia: disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica. Vi è una difficoltà importante nella grafia che spesso risulta essere di difficile interpretazione: il segno grafico è poco fluido, la pressione non sempre adeguata e non sempre sono riconoscibili i tratti distintivi delle singole lettere.
 
·        La Discalculia: disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri. Coinvolge quindi le abilità aritmetiche, possono esserci difficoltà negli aspetti basali dell'intelligenza numerica (come meccanismi di quantificazione, comparazione, seriazione e calcolo mentale), e/o difficoltà nelle procedure esecutive (come lettura, scrittura e messa in colonna dei numeri) e nel calcolo.
 
La caratteristica fondamentale di questa classe di disturbi è quindi la specificità: i vari disturbi possono infatti presentarsi isolati o insieme (in comorbilità) e possiamo quindi avere studenti solo dislessici, oppure dislessici e disortografici, oppure disgrafici e discalculici e così via per tutte le combinazioni possibili; ma tutte le persone che presentano una diagnosi di DSA hanno un livello cognitivo non patologico (anche se  tali livelli cognitivi possono essere molto diversi e disomogenei tra loro), inoltre le difficoltà di apprendimento non devono derivare da una situazione di svantaggio socio-culturale, che non ha garantito adeguate opportunità di apprendimento e un adeguato livello d'istruzione.
 
Tale specificità rende chiaro come il disturbo specifico dell'apprendimento sia una caratteristica del modo di apprendere dello studente, perciò l'etichetta diagnostica non deve mai sostituirsi alla complessità dello studente che abbiamo di fronte. Il carattere evolutivo dei DSA e la variabilità altamente soggettiva nell'espressione di tale disturbo fanno sì che due bambini possono presentare identica diagnosi, ma manifestazioni espressive differenti con forti caratterizzazioni personali.
 
Ne consegue che la personalizzazione del percorso scolastico diventa per questi ragazzi la regola: gli obiettivi del corso di studi devono essere perseguiti con tempi e metodologie diverse per andare incontro alle caratteristiche individuali del singolo.
 
Proprio con la legge 170 del 2010 si fa esplicito riferimento a tale necessità di personalizzare la programmazione per i ragazzi DSA che si concretizza nella stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP), azione che non deve ridursi ad un semplice adempimento burocratico ma deve costituire un importante momento di riflessione, condivisione e pianificazione di strategie didattiche, che vede impegnati i clinici, la scuola e la famiglia.
 
La legge prevede inoltre che a scuola vengano adottate misure dispensative e strumenti compensativi, e che entrambi siano esplicitati nel PDP. Si fa riferimento quindi al dispensare i ragazzi DSA da attività nelle quali risultino particolarmente penalizzati quali ad esempio: lettura a voce alta, scrittura veloce sotto dettatura, lettura di consegne, uso del vocabolario, studio mnemonico delle tabelline, studio della lingua straniera in forma scritta. Esempi di strumenti compensativi che possono essere previsti sono: l'uso del registratore, gli audio-libri, computer con programmi di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale, supporti audio per i materiali scolastici, la tavola pitagorica, tabelle dei mesi, dell'alfabeto, dei caratteri, delle misure, i formulari, le mappe concettuali, la calcolatrice, i dizionari computerizzati. Possono inoltre essere previste interrogazioni programmate, assegnazione di tempi più lunghi per le verifiche e modalità di verifica personalizzate.
 
Fondamentale a tale scopo condurre un'esauriente valutazione psicodiagnostica che metta in luce le caratteristiche proprie del soggetto in esame, e che dovrà essere condivisa con genitori e istituzioni scolastiche per favorirne un coinvolgimento sapiente nel tradurre in prassi educativa le indicazioni.
 
Il trattamento dei DSA comprende diverse tipologie di intervento. Un primo gruppo riguarda gli interventi di potenziamento, ovvero attività volte sia a promuovere lo sviluppo di capacità chiave per l'apprendimento scolastico, quali il consolidamento delle abilità linguistiche come la consapevolezza fonologica, il vocabolario, le competenze grammaticali o la cognizione numerica; sia a potenziare funzioni specifiche quali le competenze metafonologiche, metalinguistiche, lessicali, grafiche, ortografiche (sia in lettura che in scrittura), il rinforzo delle abilità di calcolo. Altrettanto importante è poi affiancare un intervento di tutoring specializzato per l'apprendimento, che aiuti il bambino a individuare, conoscere e applicare le strategie per lui più funzionali nello studio e nella gestione e pianificazione del carico scolastico, al fine di promuoverne l'autonomia.
 
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