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MINDFULNESS

Mindfulness: parola oggi tanto di moda ma praticata già all’inizio del secolo scorso dal monaco tibetano Thích Nhất Hạnh e ripresa alla fine degli anni ’70 dal dott. Jon Kabat Zinn, ideatore del protocollo MBSR (mindfulness based stress reduction).  
Vediamo prima di tutto quello che la Mindfulness non è:
• non è un esercizio di rilassamento
• non è solo meditazione
• non è una filosofia
• non è un modo per allontanare i problemi
• non è qualcosa di esoterico
• non è…
Allora che cos’è? Riportiamo la definizione data a Firenze dal dott. Saki Santorelli, uno dei padri occidentali di questa Disciplina, nel corso di un seminario teorico-pratico: “La Mindfulness è la consapevolezza che nasce dal prestare attenzione al momento presente, intenzionalmente e senza giudicare. È un modo di essere che implica lo stare costantemente in relazione con se stessi e con il mondo e l'accettare quello che c'è, sia che si tratti di disagio, di sofferenza, di passione o di piacere”.

Il termine Mindfulness, traduzione inglese di sati, un’antica parola in lingua Pali (lingua nella quale furono scritti gli antichi testi dell’insegnamento del Buddha), significa “consapevolezza, attenzione, ricordo” (Ruggiero, Sassaroli – 2013).
Secondo il biologo molecolare statunitense Jon Kabat-Zinn, che studia e promuove la Mindfulness dalla fine degli anni '70: “Una definizione operativa della mindfulness è: la consapevolezza che emerge se prestiamo attenzione, in modo intenzionale, nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell'esperienza momento per momento”.
La Mindfulness è una pratica che si declina in varie forme (meditazione sul respiro, body-scan, etc.) e costituisce la base di alcuni protocolli, sia per la riduzione dello stress, che per il trattamento di diversi disturbi psicologici e psichiatrici.
In particolare, la "Mindfulness-Based Stress Reduction" (MBSR, Kabat- Zinn) è un protocollo per la riduzione dello stress, destinato a persone senza specifiche problematiche psicopatologiche.
Un altro importante protocollo basato sulla mindfulness è la "Mindfulness-Based Cognitive Therapy" (MBCT di Segal, Williams, & Teasdale, 2002). Si tratta di un trattamento di gruppo, che in larga parte si sovrappone alla MBSR, con l'aggiunta però di elementi di terapia cognitiva. Il protocollo è stato recentemente validato per la terapia della depressione.
Il percorso di Mindfulness, nelle sue varie modalità, mira a fare giungere le persone ad una profonda autoconsapevolezza, che apre la mente a un modo nuovo di rapportarsi alla salute e alla malattia, al lavoro e alla vita di relazione.
La prima fase consisterà nel rivolgere l’attenzione su di sé, osservandosi dentro e non guardare più fuori, agli stimoli esterni (ad es. il rumore) e interni (ad es. pensieri, sensazioni, emozioni) che in quel momento stanno provocando disagio e fastidio.  Si può infatti apprendere a rapportarsi in modo nuovo a tutti questi elementi che compaiono nel nostro campo esperienziale, senza essere “trascinati” dai pensieri, dai fastidi, dalle emozioni, dalle sensazioni, ma imparando ad osservarli e poi a “lasciarli andare”, tornando con l'attenzione su qualcosa che ci ancori al “qui e ora”, come ad es. il respiro.
La Mindfulness ci consente quindi di lasciar andare i pensieri, senza dover esercitare un'attività di soppressione o di neutralizzazione degli stessi.  È stato infatti dimostrato dalla ricerca scientifica che, grazie a questa pratica, è possibile apprendere la capacità di osservare i propri processi mentali ed emotivi senza essere sopraffatti dalle emozioni e dai pensieri negativi.
La pratica della Mindfulness consiste proprio nel porsi deliberatamente in una condizione completamente diversa rispetto a quella di “default” degli esseri umani, che li porta a essere facilmente trasportati dalle emozioni, dalle sensazioni, dai pensieri, dalle immagini mentali, tanto che, come è stato ampiamente dimostrato, molti stati patologici (ansia, depressione, etc.) vengono mantenuti nel tempo dalle continue ruminazioni mentali, che contribuiscono a produrre e a rendere stabili emozioni negative e dolorose. Nella pratica della Mindfulness invece, si invitano le persone a osservare la propria esperienza, nel momento presente, qualsiasi essa sia, senza intervenire, senza giudicare, senza attendersi nulla, senza volere o non volere. L'osservazione metodica della propria esperienza con questo atteggiamento consente di conoscersi molto profondamente e spesso di allargare la propria visione di se stessi e del mondo ed anche di modificare in meglio i propri comportamenti e le proprie azioni.
Assumere un atteggiamento più aperto e curioso nei confronti della propria esperienza e impegnarsi nella realtà in modo più pieno, sono comportamenti che hanno una profonda influenza sul nostro benessere, sulla nostra qualità di vita, sul nostro equilibrio e sulla nostra capacità di riconoscere gli aspetti salienti e importanti di noi stessi e della nostra storia. La Mindfulness quindi non è altro che un modo per riprendersi la propria vita, un modo per ritrovare il rapporto con se stessi, con il mondo e con gli altri. (Spagnulo, 2012).
Nell’ambito di un corso di MBSR (la medicina mente/corpo e l’arte di prenderci cura di sé) rivolto agli insegnanti di counseling psicologico dell’Università Statale del Montana, i risultati di un focus group specifico hanno evidenziato dei cambiamenti in positivo a livello fisico, mentale, spirituale e interpersonale, negli studenti che hanno partecipato al corso.
È affascinante osservare come la pratica della Mindfulness possa realmente migliorare il benessere e la qualità della vita e ridurre lo stress.

 
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