13. Bullismo - ZeroAnsia

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STOP AL BULLISMO



 Il bullismo purtroppo è diventato un malessere sociale ampiamente diffuso che si manifesta soprattutto tra adolescenti ed è sintomo di un disagio relazionale e sociale.
Olweus (1986; 1991; 1993) ha spiegato che “uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o di più compagni”.

 Le tre caratteristiche che distinguono il bullismo sono:
1.      l’intenzionalità, cioè avere deliberatamente la volontà di offendere l’altro;
2.      la sistematicità, che comporta la continuità nel tempo degli atti di sopraffazione;
3.      l’asimmetria di potere, a volte conseguenza della superiorità dovuta al sesso, all'età, alla forza fisica.

Il bullismo si può manifestare in due modi:
1.      diretto, come spesso avviene tra ragazzi di sesso maschile, con attacchi fisici o verbali manifesti
2.      indiretto, in genere fra ragazze, con calunnie, svalutazioni, pettegolezzi, isolamento.

È importante capire che sia la vittima che il bullo presentano spesso difficoltà nel riconoscere le emozioni: il primo in quanto non riesce a riconoscere le espressioni di rabbia del bullo ed a volte, anche inavvertitamente, finisce per provocarlo, ed il bullo perché non riesce ad immedesimarsi nella vittima, a capirne i segnali di sofferenza e ad essere consapevole delle sue e delle altrui emozioni.

I bulli, insistendo nel loro comportamento, corrono il rischio di sviluppare disturbi della condotta ed in seguito disturbi antisociali della personalità, mentre nelle vittime si può generare una scarsa autostima ed episodi depressivi.
È opportuno quindi agire con la prevenzione, soprattutto a scuola, con interventi per la conoscenza del fenomeno e con la promozione di abilità sociali tra i bambini.
 
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